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Grammatica Modificar

Periodo ipotetico Modificar

  • Periodo ipotetico

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Un periodo ipotetico è costituito da un’ipotesi (la frase condizionale, o protasi) e da una conseguenza (la frase principale, o apodosi). L’ipotesi può avere diversi livelli di “credibilità”:

  • 1. L’ipotesi può esser presentata come un fatto reale e sicuro (periodo ipotetico della realtà).
In questo caso si avrà il modo indicativo (presente o futuro) sia nella frase condizionale sia nella principale.
Se avrò tempo, verrò a trovarti.
Se non c’è lezione, possiamo andare al parco.

Talvolta nella frase principale si trova l’imperativo:

Signora, se comincia a piovere, ritiri le sedie dal balcone.
Se hai fame, scaldati le lasagne.
  • 2. L’ipotesi può esser presentata come un fatto possibile (periodo ipotetico della possibilità).
In questo caso si userà nella frase condizionale il congiuntivo imperfetto (e non l’indicativo che farebbe pensare ad una sicurezza inesistente); nella frase principale si userà il condizionale presente:
Se leggessi l’articolo, ti faresti un’idea più chiara del problema.
Se concludessero per tempo la conferenza, potrei prendere il treno delle cinque.
  • 3. L’ipotesi può esser presentata come un fatto irreale, perché già successo, ma in altro modo da quello auspicato nella frase condizionale (periodo ipotetico dell’irrealtà).
In questo caso si userà nella frase condizionale il congiuntivo trapassato e nella frase principale il condizionale passato:
Se avessimo telefonato all’agenzia, ci avrebbero dato le informazioni necessarie.

Nelle ipotetiche dell’irrealtà possono comparire nella lingua parlata due indicativi imperfetti al posto del congiuntivo trapassato e del condizionale passato:

Se partiva, ti chiamava = Se fosse partito, ti avrebbe chiamato.

È possibile anche trovare un congiuntivo trapassato nella frase condizionale, associato ad un condizionale presente (e non passato) nella principale. Questa situazione si verifica qualora esista una discrepanza temporale fra l’azione della principale e quella della secondaria:

Se l’avessi visto (= quella volta), te lo direi (= adesso).
Se l’avessi visto (= quella volta), te l’avrei detto (= quella volta).

*Regola pratica: dopo il “se” che introduce una frase condizionale, non compare

Mai il modo condizionale
Mai il congiuntivo presente

Attenzione: non bisogna però confondere il “se” che introduce la frase condizionale con il “se” dal valore dubitativo, con cui, invece, è possibile usare il congiuntivo, anche presente:

Non so se conosca già i nuovi vicini.
Non sapevamo se fosse a casa.
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