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Grammatica[]

Periodo ipotetico[]

Passato[]

Congiuntivo[]

Infinito[]

Participio[]

Gerundio[]

L’uso dell’imperfetto, alternato al passato prossimo o al passato remoto, può rappresentare un problema considerevole nell’apprendimento dell’italiano, dal momento che questa opposizione non esiste nelle lingue germaniche. Il tedesco, ad esempio, conosce un’unica forma, il Präteritum, per tradurre l’imperfetto e il passato remoto italiani, fatto, questo, che crea non poche difficoltà a persone di madrelingua tedesca.

A questa prima osservazione si deve aggiungere la disomogeneità, presente a livello nazionale, nell’uso del passato prossimo e del passato remoto. Nel Nord Italia e in parte dell’Italia centrale, infatti, esiste una tendenza generalizzata a utilizzare sempre il passato prossimo, anche per descrivere quegli eventi, lontani nel tempo e senza relazioni con il presente, che secondo le grammatiche richiederebbero il passato remoto (“Trent’anni fa ho visitato i Musei Vaticani”).

Il passato remoto resiste invece al Sud, dove però, almeno in alcune regioni (Sicilia, Campania, Calabria), lo si tende ad usare anche per quei fatti del passato recente, che dovrebbero esser espressi con il passato prossimo (“Stamattina feci la spesa”).

Le informazioni che si daranno su questo tema si riferiscono all’uso del passato prossimo e del passato remoto nell’italiano letterario e nell’uso toscano.

Per quanto riguarda la lingua parlata, si tenga presente che

  • esistono, come si è detto, differenze regionali nell’uso del passato prossimo passato remoto;
  • anche al Sud, dove pure il passato remoto è vivo a livello di parlato, si nota oggi una tendenza generalizzata a sostituirlo sempre di più con il passato prossimo.

Imperfetto Passato prossimo Passato remoto Informazioni preliminari

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